Gioco d’azzardo: passatempo o dipendenza?
12/01/09
Un giocatore d’azzardo, non può essere etichettato di per sé come giocatore patologico: spesso può trattarsi di un passatempo, occasionale o abituale, in cui il giocatore cosiddetto “sociale” considera il gioco come un’occasione per socializzare e divertirsi e sa governare i propri impulsi distruttivi.
Si parla di dipendenza dal gioco d’azzardo (disturbo classificato tra i Disturbi del Controllo degli Impulsi sul Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali) quando viene persa la libertà nel giocare. Il gioco diventa una necessità e l’impulso per il gioco diviene un bisogno irrefrenabile e incontrollabile, al quale si accompagna una forte tensione emotiva ed una incapacità, parziale o totale, di ricorrere ad un pensiero riflessivo e logico. Il proprio comportamento di gioco, finisce per assorbire, direttamente o indirettamente, sempre più tempo quotidiano, creando problemi secondari gravi che coinvolgono diverse aree della vita.
I familiari del giocatore, non devono sentirsi in colpa di quanto avviene: il giocatore dipendente non avverte l’aiuto, si tratta di una fase in cui egli non vede, non sente e, peggio ancora, non parla: il miglior aiuto possibile, è rivolgersi ad un professionista.


